domenica, 02 marzo 2008

gli dedichiamo poco spazio, perchè berlusconi non merita più attenzione. è un politico vecchio, ancor più che un vecchio che fa politica, non ha più niente di nuovo da dire e, tra l'altro, finora non lo dice neppure bene. ci dobbiamo aspettare qualche colpo di scena di tipo mediatico, ma sui contenuti non c'è niente.

quello che propone è: rifatemi fare quello che ho fatto nei miei cinque anni di governo, ma gli italiani ne erano tanto stanchi che per la prima volta dai tempi dei gracchi hanno votato una maggioranza di sinistra (anche se per solo 25.000 voti). il punto è che lui è stanco e sembra non aver tanta voglia. ma anche le sue idee sono usate: abbassiamo le tasse, cacciamo via gli extra-comunitari, stringiamoci agli americani nella politica estera. tutto qui?

ma quel che è peggio è che i suoi referenti elettorali - il blocco sociale di riferimento - non consente grandi prospettive. si tratta di pensionati e casalinghe, giovani del muretto che sognano di andare al grande fratello , e il mondo delle partite iva.  in quetso caso quattordici anni fa questo mondo esprimeva voglia di cambiamento, sia morale - l'appoggio a mani pulite - sia economico - la stanchezza per l'invasività dello stato -. oggi è un mondo che non ha più nessuna etica di riferimento, e che esprime solo paura e conservatorismo: è il mondo dei tassisti e dei benziani che non vogliono le liberalizzazioni, dei farmacisti che non vogliono nuove aperture, dei professionisti che difendono gli albi. che speranza c'è dietro questi bisogni? che progetto nuovo?

e di progetti nuovi c'è invece bisogbno, perchè l'italia va a ramengo, non cresce economicamente, non ha un progetto, perde colpi, non trova ragioni di unità e di solidarietà.

quindi berlusoni è finito. magari vincerà le elezioni, ma mai come in questo momento penso che questa sarebbe una disgrazia per il paese.

viva il nuovo sessantotto, quello che dobbiamo immaginarci!

postato da: 68ino alle ore 09:49 | Permalink | commenti (4)
Commenti
#1    02 Marzo 2008 - 16:37
 
buona analisi marxista della "crisi del capitalismo" berlusconiano, con conseguente, inevitabile fine rivoluzionaria.
ma siamo sicuri che il blocco, o la base, elettorale berlusconiana sia di partite iva, tassisti, pensionati e casalinghe?
non ci possono essere categorie trasversali?
ad esempio, i medici? i ginecologi a destra, i dentisti a sinistra? boh.
poi, come tutte le analisi marxiste, non tiene conto che non siamo animali elettorali economici, ma persone ognuno con una sua vita, sessualità ecc.
qualcuno, ad es., potrebbe avere una perversione sessuale nevrotica nel votare berlusconi, "a prescindere" dal ceto sociale.
conosco una imprenditrice, ricca di famiglia (partita iva), che vota a sinistra. un ciellino che vota a destra per motivi che definisce "morali" (aborto, eutanasia, ecc.).
che palle, dirai, ma come faccio a convincerlo?
è un insegnante, base tradizionale della nostra sinistra.
saluti democratici
puffosky
utente anonimo

#2    03 Marzo 2008 - 17:45
 
anch'io penso che l'elettore "di destra" non sia sempre di quelle categorie economiche. anzi, temo che molti pensano di avere degli ideali. sono ideali sbagliati, sicuramente, ma come farglielo capire?
hermione alla ricerca della pietra filosofale
utente anonimo

#3    04 Marzo 2008 - 00:20
 
berlusconi, è proprio vero che è finito... lo ricordo così in forma negli anni 90, un uomo forte e importante. ora è invecchiato, non è più così sexy.
preferisco la grinta di un veltroni o di un montezemolo, veri maschi italiani del 2000.
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#4    04 Marzo 2008 - 11:02
 
lady z aggiunge un tocco di valutazione sexy alla mia analisi "marxista".

ma per rispondere agli altri, è ovvio che l'analisi degli interessi non basta a spiegare il fascino elettorale. veniamo dunque agli aspetti di valore. berlusconi li ha costruiti su questi punti:
1 sono un uomo del fare, sono un imprenditore non un politico, ho raggiunto successi in tutti i campi, quindi ora date spazio a chi è portatore di questi valori.
2 - l'anicomunismo è la componente ideale del nostro shieramento. i comunisti sono statalisti e illiberali, sono sempre i soliti e non cambiano mai. rappresentano il male.
3- noi rappresnetiamo i valori della tradizione della famiglia, del cattolicesimo.
4 siamo anche nuovi, non compromessi, rappresentiamo la libertà e il cambiamento.

ebbene, che cosa è rimasto di tutto questo? berlusconi è la quinta volta che si candida a fare il presidente del consiglio, è oramai un politico consumato. non è "nuovo" da nessun punto di vista.
i comunisti stanno da un'altra parte, veltorni ha rotto con loro, e quindi non è credibile come loro erede.
famiglia e tradizione non stanno più dalla parte di berlusconi che ha rott proprio con la componente più cattolica della sua alleanze e si è spostato a destra. più vicino ai laicissimi conservatori inglesi che ai democristiani tedeschi.
e poi è vecchio, ha già governato per anni. sappiamo tutto di lui e dei suoi alleati.
perderà duqnue le elezioni? non lo so, ma confermo: è vecchio - non solo di età - ma anche di proposta, e quindi è terribbilmente inadatto a governare questo paese.
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