gli dedichiamo poco spazio, perchè berlusconi non merita più attenzione. è un politico vecchio, ancor più che un vecchio che fa politica, non ha più niente di nuovo da dire e, tra l'altro, finora non lo dice neppure bene. ci dobbiamo aspettare qualche colpo di scena di tipo mediatico, ma sui contenuti non c'è niente.
quello che propone è: rifatemi fare quello che ho fatto nei miei cinque anni di governo, ma gli italiani ne erano tanto stanchi che per la prima volta dai tempi dei gracchi hanno votato una maggioranza di sinistra (anche se per solo 25.000 voti). il punto è che lui è stanco e sembra non aver tanta voglia. ma anche le sue idee sono usate: abbassiamo le tasse, cacciamo via gli extra-comunitari, stringiamoci agli americani nella politica estera. tutto qui?
ma quel che è peggio è che i suoi referenti elettorali - il blocco sociale di riferimento - non consente grandi prospettive. si tratta di pensionati e casalinghe, giovani del muretto che sognano di andare al grande fratello , e il mondo delle partite iva. in quetso caso quattordici anni fa questo mondo esprimeva voglia di cambiamento, sia morale - l'appoggio a mani pulite - sia economico - la stanchezza per l'invasività dello stato -. oggi è un mondo che non ha più nessuna etica di riferimento, e che esprime solo paura e conservatorismo: è il mondo dei tassisti e dei benziani che non vogliono le liberalizzazioni, dei farmacisti che non vogliono nuove aperture, dei professionisti che difendono gli albi. che speranza c'è dietro questi bisogni? che progetto nuovo?
e di progetti nuovi c'è invece bisogbno, perchè l'italia va a ramengo, non cresce economicamente, non ha un progetto, perde colpi, non trova ragioni di unità e di solidarietà.
quindi berlusoni è finito. magari vincerà le elezioni, ma mai come in questo momento penso che questa sarebbe una disgrazia per il paese.
viva il nuovo sessantotto, quello che dobbiamo immaginarci!




