ho parlato troppo bene di veltroni e troppo poco del 68, ultimamente. provo a fare autocritica con questo post.
coppola era il mio prof di greco nel 68. chi ha fatto il classico sa che il professore di greco è una specie di dio onnipotente, figuratevi che cosa era prima della contestazione. contestazione che toccò anche a lui, in quell'anno formidabile, e anche lui cercammo di convincere che il nozionismo era la morte della cultura e dell'insegnamento. e che invece ni volevamo un insegnamento critico, che ci aprisse la mente, che ci facesse ragionare, che ci mettesse in contatto direttamente con i testi, che non si basasse sulla ripetizione di vecchi modelli.
"rosco - mi disse una volta - tu non hai capito una cosa: se io chiedo a ippolito (il più ignorante della classe, ndr) che cosa pensa di saffo lui non risponde e io lo devo bocciare. se gli chiedo dove è nata saffo e quali versi usava, lui se lo impara a memoria e io riesco a promuoverlo. la scuola che volete voi è di elite. se facciamo la vostra scuola alla fine finite promossi in cinque, e tutti gli altri vanno a lavorare. altro che scuola di classe: la vostra è la scuola più selettiva che c'è!". non seppi che cosa rispondergli quella volta, io che allora vivevo di certezze e rispondevo a tutto. è una cosa che mi è rimasta impressa e che ricordo ogni volta che leggo un progetto politico della sinistra: ma siamo sicuri che la nostra proposta vada verso le persone come ippolito, e cioè la maggioranza dell'umanità che vuole rubare un 6 imparando a memoria le risposte? fuor di metafora, e parlando del programma di veltroni: che cosa proponiamo noi oggi alla gente: lavorate di più, studiate, accettate la competizione, rischiate, aggiornatevi, collegatevi a internet, non guardate sanremo ma report della gabanelli. berlusconi invece dice: comprate il biglietto della lotteria e venite al grande fratello, la festa è per tutti ed è gratis.
lo so che berlusconi ha torto, e anzi, imbroglia la gente, ma noi proponiamo troppa fatica, troppa intelligenza. e chi non ne ha di intelligenza, che deve fare? chi non ha talenti, non lo vogliamo?
noi della sinistra non siamo più capaci di proporre grandi scorciatoie e forti semplificazioni. quando c'era la speranza del socialismo, almeno dicevamo a tutti che c'era una soluzione difficile da raggiungere, ma facile da vivere. ora non più. ora i nostri programmi sono più adatti ai cinque che studiano e capiscono, che ai trenta che vorrebbero imparare a memoria. e infatti noi della sinistra abbiamo difficoltà a parlare con la gente che non ha talento. siamo diventati un po' misantropi: disprezziamo gusti e desideri della maggioranza. e una sinistra che vuole emancipare l'umanità e non riesce a parlare al giovane del muretto è una bella contraddizione. e se andate a leggere il programma di veltroni vedrete che tutto questo è sotteso. e che in questo veltroni, purtroppo, non fa nulla di nuovo.
che fare? non lo so. ma alla risposta del prof. coppola ancora non so rispondere




