mercoledì, 05 marzo 2008

ho parlato troppo bene di veltroni e troppo poco del 68, ultimamente. provo a fare autocritica con questo post.

coppola era il mio prof di greco nel 68. chi ha fatto il classico sa che il professore di greco è una specie di dio onnipotente, figuratevi che cosa era prima della contestazione. contestazione che toccò anche a lui, in quell'anno formidabile, e anche lui cercammo di convincere che il nozionismo era la morte della cultura e dell'insegnamento. e che invece ni volevamo un insegnamento critico, che ci aprisse la mente, che ci facesse ragionare, che ci mettesse in contatto direttamente con i testi, che non si basasse sulla ripetizione di vecchi modelli.

"rosco - mi disse una volta - tu non hai capito una cosa: se io chiedo a ippolito (il più ignorante della classe, ndr) che cosa pensa di saffo lui non risponde e io lo devo bocciare. se gli chiedo dove è nata saffo e quali versi usava, lui se lo impara a memoria e io riesco a promuoverlo. la scuola che volete voi è di elite. se facciamo la vostra scuola alla fine finite promossi in cinque, e tutti gli altri vanno a lavorare. altro che scuola di classe: la vostra è la scuola più selettiva che c'è!". non seppi che cosa rispondergli quella volta, io che allora vivevo di certezze e rispondevo a tutto. è una cosa che mi è rimasta impressa e che ricordo ogni volta che leggo un progetto politico della sinistra: ma siamo sicuri che la nostra proposta vada verso le persone come ippolito, e cioè la maggioranza dell'umanità che vuole rubare un 6 imparando a memoria le risposte? fuor di metafora, e parlando del programma di veltroni: che cosa proponiamo noi oggi alla gente: lavorate di più, studiate, accettate la competizione, rischiate, aggiornatevi, collegatevi a internet, non guardate sanremo ma report della gabanelli. berlusconi invece dice: comprate il biglietto della lotteria e venite al grande fratello, la festa è per tutti ed è gratis.

lo so che berlusconi ha torto, e anzi, imbroglia la gente, ma noi proponiamo troppa fatica, troppa intelligenza. e chi non ne ha di intelligenza, che deve fare? chi non ha talenti, non lo vogliamo?

noi della sinistra non siamo più capaci di proporre grandi scorciatoie e forti semplificazioni. quando c'era la speranza del socialismo, almeno dicevamo a tutti che  c'era una soluzione difficile da raggiungere, ma facile da vivere. ora non più. ora i nostri programmi sono più adatti ai cinque che studiano e capiscono, che ai trenta che vorrebbero imparare a memoria. e infatti noi della sinistra abbiamo difficoltà a parlare con la gente che non ha talento. siamo diventati un po' misantropi: disprezziamo gusti e desideri della maggioranza. e una sinistra che vuole emancipare l'umanità e non riesce a parlare al giovane del muretto è una bella contraddizione. e se andate a leggere il programma di veltroni vedrete che tutto questo è sotteso. e che in questo veltroni, purtroppo, non fa nulla di nuovo.

che fare? non lo so. ma alla risposta del prof. coppola ancora non so rispondere

postato da: 68ino alle ore 15:03 | Permalink | commenti (4)
Commenti
#1    06 Marzo 2008 - 08:37
 
il ricordo di coppola mi ha commosso.
è stato anche il mio professore di greco ed era geniale.
lui stesso insegnava, è chiaro, in una scuola di élite, che non era fatta per gli ippolito, e non era certo un seguace di don milani né poteva esserlo.
la sinistra dovrebbe migliorare il Paese per tutti? quella marxista, scusa se ripeto la parola, voleva migliorare solo le classi oppresse, e soggiogare la "borghesia", fino a un'apoteosi di felicità.
ma sappiamo quanto sono pericolose le utopie.
oggi forse servirebbe un po' di benessere in più per tutti. e il diritto alla ricerca della felicità.
puffosky
utente anonimo

#2    06 Marzo 2008 - 11:23
 
al tuo professore coppola, avrei detto che anche i figli dei lavoratori hanno diritto a studiare.
ma se non studiano, li manderei dritti in Siberia.
tutti i grandi uomini, da marx a engels al presidente mao, studiavano eccome.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aktarus67

#3    08 Marzo 2008 - 12:28
 
avrei voluto anch'io avere un professore così... a scuola alcune poesie mi piacevano, come quelle di leopardi che parlava della natura, del paesello.
ora vivo in un paese, mi occupo di erbe e sto nella natura, ma qualche volta sento bisogno di cultura, di un buon libro.
secondo me è la televisione che ha rovinato i gusti del popolo, non veltroni.
ma come migliorare la cultura di un popolo? mi sento smarrita, come sempre.
arianna
utente anonimo

#4    10 Marzo 2008 - 16:02
 

cultura o no, sembra che veltroni ce la può fare: i sondaggi migliorano. forse tanti si convincono che può migliorare l'italia?
ma può davvero migliorare un Paese così, proprio culturalmente, asino?
e i sondaggi, ci possiamo fidare? io li trovo molto contrastanti, in alcuni veltroni è vicino al traguardo, in altri no. boh?
hermione alla ricerca della pietra filosofale
utente anonimo

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