Di sessantottini celebri è piena la campagna elettorale. Tra tutti emerge, per mole e arroganza, Giuliano Ferrara, a capo della lista pro-life. Ferrara appartiene alla categoria dei "traditori", di quelli che hanno abbandonato con più fragore idee e valori della sinistra, ma rimane, a tutti gli effetti, un sessantottino, rappresentando tutti i vizi della categoria.
è un contestatore, usa le armi della provocazione come pochi, non disdegna l'insulto, l'aggressione verbale, come ogni buon figlio delle assemblee di quell'anno. attacca sempre, ragiona con cultura e intelligenza, ma dà il meglio di sè nell'esagerazione: è un'iperbole fin nell'aspetto! ha cambiato spesso idea, ma rimanendo fedele a questo cliché: cambia parere sulle cose, ma è fedele al suo stile.
le sue opinioni sono sempre estremistiche, e il modo di esporle è violento e sarcastico. gli piace il bel gesto, vuole sempre epater le bourgeois, ma ha sempre bisogno di un'ideologia di riferimneto, di una visione dle mondo da sposare. la penultima tappa del suo viaggio ideologico è stata quella del neo-con, seguace di quei conservatori americani cioè che hanno preteso di modificare lo stile austero e grigio dei vecchi conservatori, per adottarne uno aggressivo e provocatorio. non a caso, anche qui, si tratta di personaggi nati a sinistra, che hanno teorizzato un nuovo modello di conservatorismo, basato sulla rivendicazione delle radici cristiane e sul bellicismo, utile a esportare la democrazia. la democrazia che nasce dalla canna del fucile, una bella parafrasi di slogan maoisti.
oggi è diventato un teo-con, versione ancor più spinta sugli aspetti cristiani. ecco la rivendicazione delle tesi della gerarchia ecclesiastica sulla difesa della vita fin dal concepimento. una conversione religiosa improvvisa? no, semplicemente la ricerca di una base teorica - e ideologica - alle ragioni della destra.
domani non sappiamo dove finirà il nostro, ma sarà sempre lo stesso, fedele fino alla morte allo stereotipo che si è inventato, il contestatore aggressivo e ideologico sempre pronto alla rissa verbale. buon viaggio, compagno Ferrara.




