il viaggio di veltroni volge al termine, oggi a milano, domani a roma - ci sarò anche io - e poi potrà dormire fino al momento di andare a votare. c'ero anche a salerno, venerdì 4, in un delirio di folla entusiasta. io, quando le folle si entusiasmano troppo, divento diffidente. il clima che si respirava intorno al pulman, nel teatro non sono riuscito a entrare, era quello che si vive per una star dei media, non per un politico. la gente voleva vederlo, toccarlo, se possibile, in una frenesia totale. si capiva, lì dal vivo, che oggi la politica è davvero oggi legata al leader e in lui si identifica. a me può paicere molto o poco (mi piace così e così) ma questa è la situazione.
veltroni ha capito questo e ha fatto tutto quello che era in suo potere; come ho già detto, ha già vinto la sua partita: ridare una poltica e una credibilità al centrosinistra. quando è caduto il governo prodi si rischiava di andare alla sconfitta epocale, senza scampo. oggi invece, comunque andranno le cose, la proposta esiste, un partito è strutturato, una poltica è delineata.
riuscirà veltroni a fare anche il miracolo? lo sapremo presto, tra cinque giorni. io prego tutti i miei dei che allontanino da me il calice amarissimo di altri cinque anni del cavaliere. avrò sessantanni quando si dovrebbe votare un'altra volta. sopravvivrò alla fatica di sopportare le follie incredibili del cavaliere?
veltroni, ti prego, fa' il miracolo.




