il peggio del 68 è l'intolleranza e la violenza contro chi non la pensa come te. noi sessantottini impedivamo di andare a dedere "berretti verdi", il film di jhon wayne a favore della guerra in viet.nam. contestavamo la prima della scala imbrattando di uova le pellicce delle signore. volevamo impedire ad ogni costo i comizi di almirante e, nel pieno della furia, ci furono i camerieri di un autogrill che si rifiutarono di servergli il pranzo: i fascisti non dovevano nemmeno mangiare!
gli imbecilli che vanno ai comizi di ferrara per impedirgli di parlare e lo bersagliano di pomodori sono i tristi eredi della nostra contestazione. e io me ne vergogno terribilmente, vorrei far loro capire quanto grave sia impedire di parlare pubblicamente a un legittimo candidato alle elezioni. è tanto stupido quanto criminale fare una cosa del genere. e non voglio nemmeno discutere di vantaggi e svantaggi che possono derivare a ferrara da queste cose. qualsiasi sia il suo effetto, è una importantissima questione di principio che chiunque possa liberamente esprimere le sue idee. per non parlare della campagna elettorale. il principio non può che essere quello enunciato da Voltaire: Non condivido le tue idee, ma darei la vita perchè tu potessi liberamente professarle. tutto il resto non merita commenti.
il meglio del 68 lo stanno invece esercitando i contestatori della manifestazione olimpica in cina. lì si lotta non contro un cittadino che vuole dire la sua, ma contro uno stato oppressore di una intera popolazione, e contro la logica oscena del business innanzitutto. le olimpiadi in cina si debbon fare perchè dietro c'è un affare colossale, e perchè la cina è sempre più potente, tutto il resto non conta. allora chi rischia per sè con contestazioni anche decise, ma non violente, chi manifesta in modo plateale, ma nei limiti della integrità degli altri, ha tutta la mia solidarietà, e mi fa pensare che non tutto quello che abbiamo fatto nel 68 sia stato sbagliato.



